Crescere

Crescere è credere, nel continuare a cercare qualcosa che solo in un sorriso, in un volto amico puoi trovare.

Crescere è non sapere, è vivere dentro, è per forza essere diversi. Io sono diversa da tutti gli altri perché mi cerco, è la mia la non vera, verità che cerco.

Crescere è amare in silenzio, sentire con tutto quello che è possibile il tuono, il rumore del vento, è far diventare magico il tuo tormento.

Crescere è non trovare la risposta che ti basta, è viaggiare, è continuare a vedere con il tuo filtro interiore.

Crescere è non crescere mai abbastanza, è trovarsi soli in una stanza, è ridere per una cazzata, è sperare di essere abbracciata.

Crescere è aver paura, è la voglia di camminare, è la gioia, è il dolore, il batticuore.

E’ salire su un treno, trovarvi un posto, magari a sedere accanto al finestrino, senza il timore di perdere chi ti è vicino e guardare fuori e vedere il tuo cammino.

Crescere è aver paura di perdere, di dover scendere, di non avere il coraggio di reggere, il non sapere cosa ti attende.

L’inferno o il paradiso?

Uno schiaffo o un sorriso?
Una gioia o un dolore?

Andrà peggio? O sarà migliore?

Crescere è mettere il sale sulla ferita, perché è lei che ci tiene in vita, è non ripudiare neanche la tua paura, è rinascere ogni giorno, è nuovo ogni tramonto.

E gira il mondo, e la luna ci guarda, e il centro della terra è in continua ebollizione, e l’universo è infinito, e il sole è come una palla d’amore che ci scalda e ci tiene in vita.

Crescere è accettare tutto questo mistero magnifico e che ognuno di noi, che non è altro che un puntino, racchiude in sé:

il sole quando ama,

la luna quando trema,

il centro della terra vivo ed attivo,

e che in lui trova posto un universo infinito.

 

Quando... dovresti.. 

Quando hai la noia mentale,

non ti va di pensare, non vorresti parlare.

Quando hai la paura mentale,

non vedi più niente di buono da fare,

e ti chiudi in un confine che è ancora da stabilire.

Quando hai l’anima in congelamento,

è come se tutto il tormento, andasse vissuto in un momento,

quello antecedente il ghiacciamento.

Dovresti piangere tutte le lacrime, fino all’ultima,

per riscaldarti e scaricarti dell’angoscia che ti porti dentro.

Una lacrima per parlare,

una lacrima per sperare,

una lacrima per riuscire,

una lacrima senza soffrire,

una lacrima fatta d’amore.

L’angoscia sparisce dal tuo viso,

grazie al pianto deciso,

pioggia che dà vita ad un sorriso.

 

Non sono e sono

Non sono fatta per capire,

non sono fatta per calcolare,

non sono fatta per gioire,

non sono fatta per cambiare.

Non sono fatta e sono fatta.

Sono fatta per soffrire,

sono fatta per sentire,

sono fatta per vivere senza capire.

 

Le mie mani

Le mie mani tremavano,

volevano e davano pugni al muro,

a quella corazza che avrei voluto come pelle.

Desideravo, una pelle di cemento,

che niente e nessuno avrebbe potuto rompere,

così fredda, che neanche il calore di un bacio,

o di un abbraccio avrebbero potuto squagliare.

Le mie mani continuano a tremare,

non era il muro quello a cui dovevo arrivare.

Voltate le spalle al muro, camminando e soffrendo,

delle mani hanno stretto le mie.

Desideravo stringere quelle mani fino a far male,

a chi me le aveva offerte.

Avvinghiata a quelle mani, calde e capaci di gesti gentili,

era bello sognare il mio domani.

Le mie mani tremano.

Non servono pugni al muro,

e si mi avvinghio a tutte le altri mani,

sento dei pizzichi,

sono i pensieri lontani.

 

Volare

Che c’è dall’altra parte del cielo?

C’è buio? C’è luce?

Al di là di ciò che si vede che c’è?

Di più? Di meno?

Si dovrebbe volare al di sopra delle nuvole, del grigio,

al di là dell’amore, sorvolare il dolore.

Ma questo no! Non è volare è morire.

Volare è amare, è ridere, è lo stupore nella gioia di sentirsi vivi, di vedere e sentire.

Ma c’è chi si lega ad un palo anche se vuole alzarsi in volo.

Il palo li sorregge, gli dà sicurezza,

e c’è chi si abitua,

ma, certo, la loro non è vita.

 

Nella Pozzanghera

Nella pozzanghera c’è un coccodrillo,

stai attenta al coccodrillo!

Gira le spalle alla pozzanghera, scappa!

Corri più forte, più forte, più forte che puoi!

Guarda il cielo, guarda le stelle, guarda in viso la gente,

se vuoi mangia pure caramelle,

ma la pozzanghera è sempre lì nella tua mente.

La vedi? E’ lì che ti attende, la guarda anche la gente,

la pesta, ci corre e nessuno se la prende,

ci infila le mani, la sente sulla pelle.

E’ acqua e terra dovuta a pioggia che scende su chi non vorrebbe.

La pioggia è passata, la pozzanghera è restata, e tu sai che va affrontata.

Ma la paura che li ci sia ciò che non vorresti sapere,

ciò che temi vedere: la scoperta che niente,

niente ti spaventa!

Che puoi affrontare la gente, la tua mente,

la paura del coccodrillo, quella del serpente e della strega che vi si nasconde.

Ci immergi un dito e scopri che il coccodrillo è svanito.

 Ci metti una mano e vedi il serpente fuggire lontano.

Ti rotoli dentro, schizzi, ti sporchi, salti e scopri……..

Che a quella strega non gliene frega niente,

perché era solo un fantasma della tua mente.

 

La mia nave

I dolori più forti.

Le emozioni più forti.

Nostalgia di un mondo lontano,

un cercare, perché cercare invano?

I pensieri mi invadono la mente,

un mondo che torna sotto forma di serpente.

Serpente che stringe alla gola,

non trovo una sola parola che non mi faccia sperare,

anelare a qualcosa che fa male ed allo stesso tempo sognare.

Intorno, dietro, davanti c’è il mare.

La nave è partita e non so dove potrebbe approdare,

questa mia imbarcazione, con i colori dell’arcobaleno,

e piena come se stesse per traboccare.

Devo seguire i venti, orientarmi, girare il timone,

senza farmi troppo sbatacchiare dalle onde,

che non devo schivare, ma ascoltare e cavalcare.

Lo posso fare perché sono sulla nave;

anche se fa male, se fa sognare, se fa sperare,

se il mal di mare mi fa vomitare, se il disorientamento….

Se il sole del giorno fa bruciare e il vento della notte tremare.

La mia nave,

rossa del cuore,

nera del male,

gialla del sole,

verde del prato,

e blu, come il cappello di un mago.

 

Fragola

Per raccogliere le fragole, devi recarti nel bosco, andarle a cercare.

Se ti chiedi: vale la pena?

E’ perché hai paura, degli alberi infiniti, dei loro rumori imprecisi,

di scoprire della fragola l’irrinunciabile sapore.

Puoi provare con le ciliegie, i confetti, le caramelle.

Puoi smettere di sognare, pensare, amare.

Ma dovrai tornare a cercarle.

Se vuoi le fragole, vuoi, sempre e solo quelle.

Anch’io le potrò trovare!

E passi nel bosco infinito, nonostante il suo rumore impreciso,

durante la notte, e sei ancora lì al sorgere del sole.

E passi e ripassi nello stesso posto.

E provi e riprovi lo stesso rimorso.

E’ un girare in tondo, qui sei già passata,

ma non riesci a capire se e quanto sei cambiata.

Perché non si smette di girare in tondo e cercare?

Perché non c’è certezza cercando sempre un nuovo frammento di te stessa?

La fragola,

rossa, polposa,

dolce e carnosa,

è in qualche posta gemma nascosta.

Quale posto?

Un solo posto!

Guarda dentro, sotto il tuo tormento,

scavalca lo sgomento, anzi entraci, entraci dentro!

E trova solo lì, nella tua anima te stessa.

Nessuna fragola è più dolce e rossa di questa.

 

A volte, ma………….quando

A volte non sembra.

A volte ti spaventa.

A volte è tremenda.

A volte proprio non sembra.

Ma….. la vita è bella !

Quando ti mette alla prova, quando non vedi l’ora.

In una lacrima di emozione, nel pianto di una risata.

A volte non ti vedi.

A volte non ti ci vedi.

A volte non ti ci ritieni.

A volte proprio non ti vedi.

Ma…..ma sei bella!

Quando nella tua espressione si coglie la profondità del tuo amore,

quando un sorriso da luce al tuo viso.

In un giorno di sole, in cui convivi benevolmente con il tuo dolore.

A volte ti sembra impossibile.

A volte ti rifiuti.

A volte invece di guardare ti chiudi.

A volte ti sembra proprio impossibile.

Ma…..sei cresciuta!

Quando, nonostante la fatica e la sofferenza,

tieni fede ad una promessa fatta a te stessa.

In una serata in cui arriva il sole dopo la tempesta,

e te puoi ridere di te stessa.

 

Persona tra le persone

Sento che ci devo provare.

Sento che lo devo fare.

Tutti fanno il loro lavoro, nulla gli è dovuto.

Se hai una passione.

Se coltivi un ambizione.

Se hai un sogno nel cassetto.

Se vorresti realizzare il tuo progetto.

E’ questo il momento, è questo il posto.

Sento che………che se voglio posso.

Sento che………non è un precipizio, ma un fosso.

Sento che è ora di finirla, non è la pigrizia che mi basta,

non è fare quello che voglio che mi soddisfa,

è ora di rimettermi in pista.

C’è, è qui con me, la mia ambizione,

la mia voglia di riuscire.

C’è, è qui accanto, il mio scontento,

il mio desiderio inconscio di continuare a stare pegggio.

Una lotta nella mia anima si annida,

tra una Silvia che vuole la vita anche se si fatica,

e una Silvia che vuole il letargo, anche se ti da rimorso ti lascia in pace,

non sudi , non temi, sei un riccio, ti difende il tuo guscio.

Il guscio è una finta protezione,

ne ho visti di ricci spiaccicati per le strade!?

Certo sono molto più agili le persone!

Con le loro gambe vanno dove vogliono.

Con le mani prendono e danno

Con le orecchie ascoltano, loro certo sentono.

Con gli occhi possono vedere, e se vogliono guardano.

Con il cuore amano e riconoscono il loro bene.

Con un'altra cosa fanno l’amore.

Con l’anima, vivono seguendo la loro ambizione, il loro sogno, la loro passione.

Detto questo ho deciso.

Voglio essere, persona tra persone, che in quanto tale,

coltiva la sua passione,

nutre il suo sogno,

e vive per seguire la sua ambizione.

 

Non senti ?

Papà ti voglio bene,

non senti?

Papà ti abbraccio,

perché non ricambi?

Papà ti amo,

non senti?

Papà ti sto cercando, aiutami ad arrivare,

aprimi le porte del tuo bellissimo e fantasioso mondo.

Non mi cacciare non mi costringere a scappare.

Voglio stare vicina, vicina al tuo cuore.

Papà ti voglio bene,

non senti?

Papà ti amo,

sentimi!!!!!

Non ti tendo solo la mano.

Io ti amo.

 

Tra le cose vere

Un esistenza che sembra sprecata e ti senti finita, imprigionata.

Ma la tua vita e la tua esistenza è stata desiderata da qualcuno,

che se fosse qui soddisferebbe la tua voglia di essere abbracciata.

Una mancanza che nessuno può colmare se non la tua voglia di amare, sognare…

E’ in te che lo devi cercare,

quando ti sembra che tutto sia perduto e non vorresti mai chiedere aiuto.

Troppo orgogliosa per farlo!

Troppa paura di dirlo!

Non c’è bisogno di parole quando si sente di amare.

Tra le cose vere c’è che ti voglio bene,

che la tua vita non è sprecata,

e che non voglio vederti rassegnata.

So che un giorno ti vedrò rinata,

come una mamma che si sentirà amata.

 

Girotondo

C’è una valle poco frequentata, ogni tanto qualcuno l’attraversa,

è un’anima che cerca se stessa.

Lì c’è buio, lì è sola, nessuno può sentir piangere il suo cuore.

L’anima è agitata, il cuore batte veloce ma vorrebbe solo un po’ di pace.

Come di fronte ad uno schermo le passano di fronte le immagini della sua vita:

c’è un cane bianco come la neve,

c’è il suo volto sorridente,

ci sono delle persone che la salutano con un cenno della mano,

c’è l’abbraccio più bello del mondo.

Ma, nessuno è li con lei, pronto.

Anima solo in te troverai la luce, lo so questo non ti piace, bisogna,

soffrire, correre, sudare….

Dai! Ce la puoi fare!

Anima ci sono io con te, ti aspettavo in questa valle.

Ti do i miei occhi, per piangere lacrime che diventeranno fonte d’amore.

Ti do il loro colore azzurro, per vedere i volti, i colori, sbocciare i fiori.

Ti do la mia mano….. ma …. vacci piano.

Ti do il mio corpo, che solo è tutto triste e storto.

Costruiremo insieme il nostro futuro, non fare così, so che sarà dura,

anch’io ho paura!

Anch’io ho voglia di piangere e mi viene da sorridere,

mi chiedo cosa vuol dire e se sto per impazzire.

E’ questa la strada,

è dalla sofferenza che nasce la consapevolezza è dalle lacrime che nasce l’amore.

E’ questo tra emozione e sofferenza, il sogno più bello del mondo,

corpo e anima che insieme fanno il girotondo.

 

Depressione 1

Sto male,

non ci vorrei stare, ma sto male,

non ci voglio pensare, la corda mi continua a strangolare,

non ci devo cadere, ma il pozzo nero è tanto grande.

Sto male,

non mi devo arrendere ma non so cosa pretendere,

non mi devo allarmare, ma quello che sento è il mio afflitto gemito interiore,

non mi devo disperare ma mi sento colma di lacrime e paure.

Sto male,

forse è giusto che stia male, quello che mi strazia è non capire, e non trovare un modo,

per farmi aiutare se non dagli altri, dalla mia forza interiore.

Sto male e non lo riesco a spiegare.

Sto male e come sempre, non lo riesco ad accettare.

 

Depressione 2

Non so cosa mi sta succedendo.

Cos’è questo lamento che sento dentro?

Da dove arriva il mio tormento? Non so cosa penso.

Cos’è questo rumore immenso?

Da dove parte l’aggrovigliamento?

Non so cosa dovrei sapere,

per fermare il tumultuoso battere del mio cuore,

per regalare un sorriso al mio malumore, per non continuare a soffrire.

Non so!

Mi sento sparire, mi sento sfinita,

mi sento stonata, come una corda di chitarra scordata,

che disturba l’armonia dell’intera muta.

E’ come un terremoto, sto passando attraverso il fuoco,

cado sull’unico cactus del deserto.

Volo su valli di desolazione, senza trovare una fonte,

per dissetare il mio ora arido cuore.

Sola come un cane.

Scappo dalle persone, dalle parole, dall’assordante rumore.

 

Riflessione

Vorrei scappare, vorrei imparare a volare.

Dove vado? Quando torno? In quale parte del mio mondo?

Vorrei tornare a girare in tondo,

vorrei scendere, andare in fondo.

La vita è dura, una grande avventura.

Devi sorreggerti, devi crederci.

Continuare a lottare, voglio stare, guardare, sentire, toccare.

Il mio vento non lo riesco a calmare.

 

Amore

Ogni tanto ci penso,

sarebbe bello,

sarebbe dolce,

sarebbe immenso.

Ogni tanto lo sogno,

è una storia diversa,

è un legame intenso,

è qualcosa di cui ho bisogno.

 

Emozione

Come una goccia d’acqua che brilla sulla guancia,

come avere sulla spalla la tua colomba bianca,

come qualcuno che dolcemente ti parla,

come il cioccolato.

Infine è come essere felici e sdraiati,

su di un verde, verdissimo prato.

Dentro e fuori, ti siedi e ti muovi,

profondo e superficiale,

in fondo e in cima alle scale,

restare ed andare,

arrendersi e tentare,

ignorare e sapere,

conoscere e non credere,

la luna e il sole,

il deserto e le aiuole,

tutto è fuori,

tutto è dentro,

tutto è vero,

tutto è finto.

 

Rinascere

Passare ad un nuovo stato di consapevolezza,

liberare la principessa che è rilegata in te stessa.

Dissetarti con l’acqua che sgorga dalla tua fonte, fin ora nascosta.

Lasciare posto all’amore ad ogni nuova emozione.

Vivere fino in fondo, lasciare il circolo, smettere di girare in tondo,

andare verso il mondo.

Aprire le ali, volare in ogni direzione,

come le farfalle,

come le api verso un fiore.

 

Sorpresa

Ri – questionando.

Ri – tornando.

Ri – pesacando.

Rintronando,

il tuo giorno,

la tua mente,

il tuo ritorno,

al mondo grigio,

al tempo piombo.

Spaventandoti.

Accorandoti.

Rattristandoti.

Una tragedia per una questione.

Un terremoto per una cosa da poco.

Non è un ritorno.

Non è una tristezza permanente,

è normale, una cosa da poco.

Una che non fa sbandare,

ma una confusione normale,

per una donna,

che ha la sua crisi premestruale.

 

Il tuo segreto

Qual è il confine,

tra stare bene e stare male,

tra spiegarsi e pensare di farlo ma tacere.

Qual è il confine,

tra pazzia e normalità,

tra uscire dai canoni e il conformismo dei coglioni.

Qual è la linea di divisione,

tra una te e l’altra te,

tra un’idea pertinente e una che non centra niente.

Linea di continuità.

Frontiera senza barriere.

Libertà di movimento.

Non ti muovi solo fuori,

ora ti stai muovendo dentro.

E dentro non  c’è niente,

che non sia intimamente collegato,

se pur con stravaganza,

se pur a volte caldo a volte gelato.

E questo il tuo senso.

E’ questo il tuo segreto.

 

Presa di coscenza

Angoscia: per non far uscire la tua anima da quella solita porta blindata.

Paura: per non cercare il modo di poter incrementare la tua evoluzione.

Fobia: per non pensare al tuo futuro che vedrà la tua vita cambiata.

Disperazione: uno stratagemma per non trovare una soluzione.

Ansia: per sfuggire alla mano che farà sussultare la tua pancia.

Alienazione: sogno infinito di essere divine e sopra la tua vita.

Angoscia, paura, fobia, disperazione, ansia, alienazione.

E’ indietro che vuoi tornare?

E’ più facile, ma credi di poterlo fare?

O forse………….

Angoscia:  la passione  di perdere la fonte del tuo amore.

Paura: quella di qualunque essere umano che intraprende il suo cammino.

Fobia: il tuo neo caratterizzante interiore.

Disperazione: puoi  salire e scendere i gradini del tuo mondo interiore.

Ansia: ti mobilita per una scoperta ulteriore, senti battere il cuore.

Alienazione: puoi vedere la tua evoluzione e scegliere strade nuove.

Passione, umanità, interiorità, scoperta, evoluzione.

 

Le fate

Vedo gli uccelli volare e il sole tramontare, nonostante il mio dolore.

Vedo una mamma passare con la sua bambina,

le colline dai colori caldi sfumare all’orizzonte,

le mani forti e callose di una contadina.

Nonostante io sia qui nella mia buia cantina ,

a scegliere cosa ne è della mia vita.

A riscoprire, a cercare di poter sperare ,che nasca una gioia da un dolore.

Sento passare un motorino,

suonare il campanello della bicicletta di un bambino,

delle voci, il tintinnio delle posate e dei piatti,

La televisione parlare: di mondi lontani, catastrofi, oceani, violenze, assassini.

So che ci sono anche le favole…. io ci credo nelle fate.

Non le puoi vedere, no!

Non le puoi sentire, no!

Ma loro ridono e giocano al rossore di tutti i tramonti,

basta l’orecchio interiore, accettare il dolore, per vedere cosa ti vengono a dire,

e qual è la grande opportunità che ti possono dare.

 

A lui come a tanti altri

Lui è allegro, poi inizia a gridare,

le sue parole sono come aghi che nella pelle degli altri si vanno a conficcare,

come ami nel corpo di pesci già feriti.

Questo perché non trova una forchetta pulita,

perché non sa dove sono i suoi pantaloni estivi,

perché c’è troppo disordine,

perché non è pronto da mangiare,

perché è caldo, troppo freddo,

perché ha fatto un altro sogno rivelatore,

perché si è scordato di pregare.

La sua voce espressiva in chiesa durante la lettura,

si fa autorevole e rimbomba per tutta la casa cupa.

Il suo volto roseo e sorridente si fa grigio ed il suo muso lungo incombente.

Che vuole? Dov’è che non riesce ad arrivare?

La vita sembra un treno senza arrivo, ne ritorno,

che viaggia su binari sconosciuti ,

sopra ogni bisogno materiale, sopra l’umano amore.

Lungo un percorso divino, in cui contano le preghiere ripetute all’infinito,

a voce alta, non basta dirle mentalmente.

In cui precetti della così detta legge divina, rimangono bei propositi, belle parole,

che non trovano riscontro nella realtà e neanche nella vita interiore.

 

In ogni posto

Tra le cose,

nel profumo delle rose,

nei viali alberati,

nelle navi dei pirati,

nel rumore assordante di una discoteca,

nel calderone magico di una strega.

O forse,

nelle giornate dissennate,

nella sbronza di una sera d’estate.

Di fronte al chiosco del giornalaio,

nel negozio di un macellaio,

guardando verso un rosso tramonto.

In ogni posto.

Ti voglio trovare ad ogni costo.

Chissà chi sei?

Dove vivi, e come ti senti?

Se solo come me.

Se relativo come me.

Se a volte allegro a volte disperato.

Non ti conosco e ti amo.

Ti sento chiamare nel vento.

Non ti ho ancora trovato,

ma con il cuore, credimi, tento.

 

Vorrei

Vorrei labbra da baciare, sapore da assaporare,

tramonto sopra il mare.

Armonie di viole e violini.

Ridere  e piangere con l’innocenza dei bambini.

Vorrei sentirne il calore,

fuoco che arde e rinasce da cumuli di cenere.

Sole d’estate su pelle di tenebre.

Vorrei sentire il contatto del corpo,

erba umida sulla schiena,

vento tra i capelli.

Rugiada che brilla giornata di nuovo nata.

E tuoni e lampi.

E tempeste e rasserenamenti.

Sesso e sentimento.

Istinto e rapimento.

Amore e romanticismo.

Complicità e divertimento.

Entusiasmo fuori come dentro.

 

Occhi

Quanti occhi ho guardato,

quanti occhi mi hanno emozionato,

quanti occhi mi hanno abbandonato.

Occhi che torneranno, ma sarà diverso il loro sguardo,

felici, provato, triste, innamorato…

Occhi che non vedrò più,

nei quali non mi specchierò mai più.

Occhi che ho dentro,

occhi di vita, occhi di morte,

occhi di amore, occhi di pianto.

Occhi che hanno infiammato,

occhi che hanno spento,

occhi che mi hanno ferito,

occhi che mi hanno capito, occhi di passato,

occhi di bambina,

occhi di ragazza,

occhi di vecchia.

Occhi riflessi allo specchio,

senza capire se il mio sguardo,

è quello o è questo.